Dalla RAL al costo aziendale: contributi a carico del datore, INAIL e quota TFR. E quanto ne arriva netto in busta paga.
Contributi ~29,4%INAILTFR ÷ 13,5Cuneo fiscale
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€
€10.000€200.000
29,4%
Media settore privato: ~29,4% (industria e servizi)
0,8%
Uffici ~0,4-0,8% · produzione/cantieri fino a 3% e oltre
Esclusi costi accessori variabili: buoni pasto, welfare, formazione, ratei ferie non godute. La quota TFR (RAL ÷ 13,5) è inclusa perché matura ogni anno come costo certo.
Costo azienda annuo
48.163 €
pari a 1,38× la RAL · 4014 €/mese
Netto dipendente
26.064 €/anno
Per 1€ netto l'azienda spende
1,85€
Composizione del costo
RAL (retribuzione lorda)35.000 €
Contributi INPS azienda(29,4%)+ 10.290 €
Premio INAIL(0,8%)+ 280 €
Quota TFR(RAL ÷ 13,5)+ 2593 €
Costo azienda totale48.163 €
Dove finisce il costo azienda
54,1%
40,5%
Netto al dipendenteImposte e contributiTFR accantonato
Il netto al dipendente è stimato con 13 mensilità, Lombardia, senza carichi di famiglia. Il TFR resta al lavoratore (liquidato a fine rapporto): non è una tassa ma un costo che l'azienda accantona ogni anno.
Costo azienda per RAL comuni 2026
Contributi 29,4% · INAIL 0,8% · quota TFR inclusa
RAL
Costo azienda
Multiplo RAL
Netto dipendente
25.000 €
34.402 €
1,38×
20.392 €
30.000 €
41.282 €
1,38×
23.441 €
35.000 €
48.163 €
1,38×
26.064 €
40.000 €
55.043 €
1,38×
28.010 €
50.000 €
68.804 €
1,38×
32.653 €
60.000 €
82.564 €
1,38×
37.671 €
80.000 €
110.086 €
1,38×
47.527 €
Netto dipendente: 13 mensilità, Lombardia, senza carichi di famiglia. Le aliquote contributive effettive dipendono da CCNL, dimensione aziendale e agevolazioni.
Domande frequenti sul costo del lavoro
Quanto costa un dipendente all'azienda rispetto alla RAL?
In media il costo azienda è il 35-40% in più della RAL. Alla retribuzione lorda si aggiungono i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (circa il 29-30% della RAL per la generalità del settore privato), il premio INAIL (0,4-3% secondo il rischio della mansione) e la quota TFR che matura ogni anno (RAL ÷ 13,5, circa il 7,4%). Una RAL di 35.000€ costa quindi all'azienda circa 48.000€ l'anno.
Cosa comprende il costo aziendale di un dipendente?
Le voci principali sono: 1) la RAL (retribuzione lorda, incluse tredicesima ed eventuale quattordicesima); 2) i contributi INPS a carico azienda (~29,4% medio: pensione, disoccupazione NASpI, malattia, maternità, CIG); 3) il premio assicurativo INAIL contro gli infortuni; 4) la quota TFR accantonata (RAL ÷ 13,5). A queste si possono aggiungere costi accessori: buoni pasto, welfare aziendale, formazione, visite mediche obbligatorie.
Quanto spende l'azienda per ogni euro netto del dipendente?
Dipende dal livello di reddito: per una RAL di 30.000€ l'azienda spende circa 1,75€ per ogni euro netto che arriva al dipendente; per una RAL di 60.000€ si sale a circa 2,2€. La differenza — il cosiddetto cuneo fiscale e contributivo — è composta da contributi INPS (quota azienda e quota lavoratore), IRPEF e addizionali.
Perché i contributi a carico azienda variano?
L'aliquota contributiva dipende dal settore (CCNL applicato), dalla dimensione aziendale (sopra/sotto i 15 dipendenti), dalla qualifica (operaio, impiegato, dirigente, apprendista) e da eventuali agevolazioni (under 36, donne, Sud). Si va da circa il 24% per gli apprendisti a oltre il 32% per alcuni settori industriali. Il valore medio per impiegati del settore privato è intorno al 29-30%.
Il TFR è un costo per l'azienda?
Sì, anche se non è una tassa: è retribuzione differita che matura ogni anno (RAL ÷ 13,5, al netto del contributo 0,50%) e viene liquidata al dipendente alla fine del rapporto. Per le aziende con più di 50 dipendenti il TFR va versato al Fondo Tesoreria INPS o ai fondi pensione; per le più piccole resta in azienda come debito verso il dipendente.
Questo calcolo vale anche per capire i margini in una trattativa salariale?
Sì: conoscere il costo aziendale aiuta a negoziare meglio. Un aumento di 1.000€ di RAL costa all'azienda circa 1.370€ tra contributi e TFR, ma al dipendente arrivano solo 450-600€ netti. Per questo benefit esenti (buoni pasto, welfare, fringe benefit fino alle soglie di legge) sono spesso più efficienti di un pari aumento lordo.