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Trattamento integrativo 2026 (ex Bonus Renzi): come funziona

6 min di lettura

Se hai una RAL compresa tra circa 8.500€ e 28.000€, in busta paga trovi ogni mese una voce chiamata "trattamento integrativo" (o in alcuni cedolini ancora "bonus Renzi"). Si tratta di un contributo statale che aumenta il netto mensile — e che molti lavoratori non conoscono davvero.

La storia: da bonus Renzi a trattamento integrativo

Il famoso "bonus Renzi" da 80€ al mese fu introdotto nel 2014. Nel 2020, con la riforma del cuneo fiscale, è stato trasformato nel cosiddetto trattamento integrativo, che ha innalzato il tetto massimo a 100€ al mese (1.200€ l'anno) ed esteso la platea dei beneficiari. Il nome è cambiato, la sostanza è rimasta: si tratta di un credito d'imposta riconosciuto direttamente in busta paga.

Chi ha diritto al trattamento integrativo nel 2026

Per avere diritto al trattamento integrativo devono essere soddisfatte due condizioni:

  1. Reddito complessivo tra 8.500€ e 28.000€ Il reddito complessivo comprende RAL, redditi da fabbricati, altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria.

  2. IRPEF netta maggiore di zero Deve esserci effettivamente un'imposta da pagare dopo le detrazioni. Chi ha un'IRPEF lorda completamente azzerata dalle detrazioni per lavoro dipendente (tipicamente per redditi molto bassi) non ha diritto al trattamento integrativo.

Quanto vale il trattamento integrativo

Reddito annuo Trattamento integrativo annuo
8.500€ – 15.000€ Fino a 1.200€ (proporzionale all'IRPEF dovuta)
15.000€ – 28.000€ Fino a 1.200€ (con formula riduzione progressiva)
Oltre 28.000€ 0€

Per i redditi nella fascia 15.000€–28.000€, la formula è:

Trattamento integrativo = 1.200€ × (28.000 − reddito) ÷ 13.000

Questo significa che più ci si avvicina ai 28.000€, più il bonus si riduce. Un lavoratore con reddito di 24.000€ riceve circa 369€ l'anno anziché i 1.200€ massimi.

Come si vede in busta paga

Il trattamento integrativo appare come voce positiva nel cedolino, di solito etichettata:

  • Trattamento integrativo
  • Bonus IRPEF
  • Credito IRPEF

Va a ridurre le trattenute IRPEF del mese. Se in un mese le trattenute IRPEF sono inferiori al trattamento integrativo spettante, l'eccedenza viene recuperata nei mesi successivi o in sede di conguaglio di fine anno.

Trattamento integrativo e tredicesima/quattordicesima

Il trattamento integrativo viene distribuito su tutte le mensilità previste dal contratto, comprese tredicesima e quattordicesima. L'importo mensile si ottiene dividendo il totale annuo per il numero di mensilità (13 o 14).

Quando non spetta

Il trattamento integrativo non spetta nei seguenti casi:

  • Reddito complessivo inferiore a 8.500€ (lavoratori part-time con poche ore o stagionali)
  • Reddito complessivo superiore a 28.000€
  • IRPEF netta pari a zero (le detrazioni coprono tutta l'imposta)
  • Lavoratori autonomi (partite IVA) — il beneficio è riservato ai lavoratori dipendenti e assimilati

Conguaglio a fine anno

Il datore di lavoro calcola il trattamento integrativo mese per mese su base prospettica (stimando il reddito annuo). A dicembre (o alla cessazione del rapporto), fa il conguaglio annuale: se ha riconosciuto troppo, recupera la differenza dalla busta paga di dicembre. Se ha riconosciuto meno del dovuto, integra la differenza.

Per questo motivo la busta paga di dicembre può essere significativamente diversa dalle altre.

Verificare il trattamento integrativo con il calcolatore

Nel nostro calcolatore, il trattamento integrativo è già incluso nel calcolo del netto. Se la tua RAL rientra nella fascia 8.500€–28.000€, puoi vedere esattamente quanto incide sul tuo stipendio mensile nella sezione "dettaglio tasse".

Calcola il tuo stipendio netto

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